Come

Ho scelto di usare lo stesso mezzo in auge tra i “blogger” per poter arrivare lo stesso loro linguaggio, per poter andare loro incontro quanto più possibile, per cercare di capire se ci si rammollisce per via del blog, per motivi personali o semplicemente perché ci si nasce e basta.

Fosse stato per me avrei utilizzato una pagina plaintext (parola che forse alcuni fessi 2.0 non conoscono: plain text significa “testo semplice”, è quella cosa che non è HTML, che non si scrive con l’editor avanzato di WordPress, quello che si è usato nelle email per 30 anni prima che arrivassero scemate come twitter, Pownce e che ha permesse a mezzo mondo accademico, aziendale e militare di potersi capire senza che ci fossero problemi di font, formattazione, colore e punti per pollice). In questo caso credo che però avrei avuto poca visibilità.

Visto che tutti i fessi 2.0 utilizzano il sistema dei blog – che di per sé non è qualcosa di negativo ma in mano a persone vuote diventa un contenitore di puttanate – questa mi è sembrata la scelta più logica per entrare nel loro meccanismo malsano e cercare di far loro aprire gli occhi sulla realtà 2.0.

Nella vita reale non mi piace catalogare in tassonomie bianco/nero, ma qui ho deciso di farlo. Per me esistono due tipi di persone: le intelligenti e le non intelligenti; così ho intenzione di portare avanti questo mio sfogo sulla rete, dividendo in “buoni” e “cattivi” i personaggi che animano la cretinosfera italiana.

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